27/02/2004
La mia scrivania
Un paio di cuffie con microfono, auricolari, braccialetto,cintura, tavoletta grafica, polsino di spunga, dizionario di inglese, smemoranda, web-cam, fazzoletto sporco, fasci per capelli, portafoto, computer, bustine di the, mosue, pillole di belladonnna, nastro di raso rosa, pinza per il capelli, diadema, cd, fondotinta, cellulare, pennello per il trucco, balsamo di tigre, chiavi con peluche portachiavi, tazza portapenne,beauty-case di Hello Kitty, liquido per le lentine, fazzoletto cattura polvere, portacd, manicotti gialli, libro:"start to finnish", cosmopolitan, cartelline con documenti vari, accendiono, rotolo di carta igienica, fibbia del jeans, monete sparse.27/02/2004
Congiuntivite acuta
Mi è venuta una congiuntivite di quelle...le lentine me le posso anche scordare da qua a una settimana. Immagino gli apocalittici scenari di una Camilla senza lentine, costretta ad andarsene girando coi suoi occhiali da talpa che le deformano occhi e viso. Una vita sociale praticamente finita...E dire che gli occhi sono la mia parte migliore...27/02/2004
23/02/2004
Dilemma
Ok, it's time to ceretta. Qual è il sottofondo musicale adatto a questa operazione?23/02/2004
Ingenuità commovente
Mia mamma dall' italia mi vieta di farmi il bagno nel lago ghiacciato. Un divieto di un'ingenuità così commovente che mi viene quasi voglia di osservarlo. Quasi. Intanto in mi stanno rifacendo la camera nuova facendola più glamour e meno bambolina. Abile mossa di marketing per farmi rimanere a casa fino ai trenta anni.22/02/2004
Le mie stanze
Sicuramente lasciare questa stanza mi dispiaceerà più che lasciare l' intera Finlandia. Per questa stanza ormia mi assomiglia, soprattutto la finestra con tutte le candele sul davanzale, i pendenti di specchietti e perline trasprenti che scendono e la fila di lampadine a forma di cuore rosa intorno. E poi i fiori sulle pareti, il filo che passa da muro a muro con appeso l' impossibile, la scrivania con cavi che scendono da tutte le parti, il portafoto muccato con dentro me e Jaffa che sorridiamo felici all' autoscatto dalla spiaggia di Katwek nel sole di settembre e io con la coroncina in testa. Mi dispiacerà lasciare questa stanza e forse avrà gli stessi impeti di nostalgia che ho adesso per la mia stanzette a Penta. Penta per chi non fosse uso dalle parti dell' università di Salerno è una frazione di Fisciano e avrà si e no un centinaio di abitanti. Un paesino che è fermo agli anni 50. Abitavo là l' anno scorso, in una palazzina motlo umida e molto "sgarrupata" ma che ho amato tantissimo. Come si fa a non amare una casa dove avete il coperchio del gabinetto dipinto di rosa con la foto di Rino Mele il nostro prof. di retorica e stilistica attaccata sopra? Avevo una stanza minuscola, col tetto spiovente e una finestra minsucola che dava sul giardino del convento di fronte. Nelle sere di primavera saliva l' odore del pane appena cotto dalla panetteria. Pasquale l' aveva pittata tutta di rosa e io scrivevo coi pastelli colorati sui muri. La mattina il sole illuminava il pulviscolo, io mettevo il marlene kuntz nello stereo e il caffè nella macchinette blu e verde acido sul fuoco. E poi andavo all' università camminando come cappuccetto rosso nel sentiero tra i boschi. Il pomeriggio mi piaceva starmenene sul letto con la finestra aperta, leggevo "Possessione" e "Rumore bianco" con il verde del giardino che entrava dentro. Due volte ho visto la neve roteare nell' aria fuori alla finestra. E sono stata molto triste a volte tra quelle pareti rosa, ma era bello essere tristi in quella casetta. E poi la sera si usciva tutti nella panda verde chernobyl, si andava a mangiare dal pazzariello ( ragazzi!!! ci dobbiamo assolutamente tornare!!!) e a passeggiare sul lungomare a Salerno. E poi è arrivato maggio, e allora tra quelle pareti c'è stato spazio solo per la dolcezza di tarde mattinate odorose di caffè a letto...L' addio ad agosto: "un ultimo sguardo commosso all' arredamento e chi si è visto si è visto".